Ipnositerapia

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Che cosa è l'Ipnositerapia

La posizione etica considera la consapevolezza che la realtà è inventata e che tale invenzione avviene nella relazione, nel contesto, dentro una comune unità di persone. La nostra responsabilità, conseguente all’aver messo in luce una realtà, significa che la nostra considerazione, e di conseguenza le nostre azioni, non rimangono in uno spazio vuoto ma son circondate di conseguenze logiche, noi ci impegniamo a fornire ragioni a favore di ciò che diciamo e facciamo, anzi siamo obbligati a mantenere tutto in un unica coerenza esplicativa e giustificativa di ogni fatto della nostra vita, solo così manteniamo la nostra identità. Il secondo imperativo, l’imperativo estetico, suggerito da von Foerster: “Se vuoi vedere, impara ad agire”. Questo imperativo estetico, oltre che richiamare alla responsabilità delle proprie scelte, mette in evidenza il fatto di dover agire se si vuole costruire possibilità, i sensi, l’estetica serve per orientarsi nel costruire la realtà, ma i sensi responsabili della costruzione della nostra realtà sono inaffidabili dal momento che son sensibili alle aspettative, alle profezie.

Ipnositerapia

Credo possa servire tornare a considerare la scienza del controllo, la cibernetica, come base per comprendere la consapevolezza.

La cibernetica è la scienza della regolazione e della trasmissione di notizie negli esseri viventi e nelle macchine. (Norbert Wiener)
Cibernetica come gnosologia che si interessa della generazione del sapere attraverso la comunicazione. (Warren McCulloch)

La cibernetica di prim’ordine, separa il soggetto dall’oggetto, vi è una realtà là fuori ed è caratterizzata da processi lineari, tutto è attribuito o attribuibile ad una logica di causa ed effetto. Ma Wittgenstein ci ricorda che la logica causa effetto è una grande superstizione, c’è dunque bisogno di una cibernetica, e dunque una conoscenza, di second’ordine, quella creata da von Foerster, è una conoscenza circolare, in questa conoscenza ci conosciamo ed entriamo a far parte di quel mondo che si osserva. Si passa, quindi, da una cibernetica dei sistemi osservati ad una cibernetica dei sistemi osservanti ci dimostra von Foerster. Da una cibernetica dove i sistemi tendono all’omeostasi, a mantenere il proprio profilo, ad una cibernetica dove i sistemi sono in continuo cambiamento, in divenire. Si passa da una logica dove l’interazione con il proprio ambiente è unidirezionale a quella dove l’interazione con l’ambiente e reciproca e riflessiva. Si passa da una logica dove l’organizzazione del soggetto che ascolta rimane separata dall’organizzazione dall’ascoltatore, ad una logica dove si parla di organizzazione dell’organizzazione, un’auto-organizzazione del sistema che si viene a creare tra cliente e Ipnotista, Counsellor. Solo a livello di secondo ordine si forma la possibilità dell’auto-riflessione, un luogo oltre i confini del semplice, e dell’ovvio. Fondamentale che l’osservatore/ascoltatore diventi responsabile della propria osservazione/ascolto.

La cibernetica di secondo ordine è quella delle macchine non banali, quella dei sistemi viventi, del linguaggio, dei paradossi, della logica circolare, mentre la cibernetica di primo ordine è quella delle macchine banali, dei sistemi non viventi, della logica matematica, della logica lineare. La diversità tra “macchine banali” e “macchine non banali” la si può riassumere in questo schema: Macchine Banali Determinate sinteticamente (logica, matematica, complicazione) Indipendenti dalla storia (il tempo gli è indifferente) Determinabili analiticamente (obbediscono alla logica) Prevedibili (subiscono la causa e l’effetto) Macchine non Banali Indeterminate sinteticamente ( sono sistemi complessi) Dipendenti dalla storia (cambiano, crescono, evolvono) Indeterminabili analiticamente (la logica non le racchiude) Imprevedibili (inaspettate, incomprensibili, incognite, impossibili)

Nel momento in cui si dice “è”, si ferma tutto, si diventa onnipotenti, perché “è” è la verità. In questa epoca moderna, si sa qual è la verità, la verità sta nell’essere. (Von Foerster)

Essendo l’uomo una macchina non banale, è sempre in questione, quindi sempre in divenire. In continuo cambiamento così come lo è l’ambiente che lo circonda, con il quale interagisce. E quando un sistema smette di evolvere, si blocca, fino al punto che il sistema muore. Quando si lavora con il sistema famiglia lo si riconosce il problema, i sistemi umani stanno male quando sono bloccati, un sistema bloccato muore. La mancanza di libertà, la non possibilità di scelte, e la mancanza d’azione, impasse, generano la fine, la morte della vita. Il presupposto del costruttivismo è che tutto ciò che percepiamo non è altro che grandi quantità di impulsi elettrici i quali vengono computati nel cervello umano, “il mondo non racchiude nessuna informazione …. Il sistema nervoso trasforma i segnali neuronali in altri segnali neuronali ….. Computare significa considerare le cose insieme” von Foerster, fu così che si decise di chiamare queste macchine artificiali “computer”, macchine che mettono insieme gli impulsi che arrivano all’interno dei loro circuiti.

La percezione non è niente che noi dovremmo prendere come garanzia. E’ basata sull’interazione tra la distinzione e la connessione che dobbiamo sistemare tutte le volte. L’intero processo è altamente influenzato dalle aspettative. (Von Foerster)
Tuttavia la conoscenza come esperienza è qualcosa di personale e di privato che non può essere trasferito, e ciò che si crede sia trasferibile, cioè la conoscenza oggettiva, deve sempre essere creata dall’ascoltatore: l’ascoltatore capisce, e la conoscenza oggettiva sembra trasferita solo se egli è preparato a capire. Così la cognizione come funzione biologica è tale che la risposta alla domanda ‘Che cos’è la cognizione?’ deve sorgere dal capire la conoscenza ed il conoscitore attraverso la capacità di conoscere di quest’ultimo. (Humberto Maturana, in Biologia della conoscenza)

Purtroppo i concetti autoreferenziali sono complessi, non possono essere ridotti, credo si debba accettare la complessità ed il limite della conoscenza e del linguaggio, il limite è che non possiamo prescindere da ciò che siamo e che crediamo di essere per dire chi siamo e come viviamo, così succede che viviamo delle storie che ci raccontiamo e di cui ci fidiamo, così moriamo delle storie che ci raccontiamo ed in cui crediamo. Per questo amo ascoltare le storie delle persone, la loro vita, i loro bisogni, i loro desideri, nei quali mi ci ritrovo spesso, mi piace pensare che la realtà equivale alla condivisione, si pensa nell’idea di realtà e si vive nel senso comune proprio così...

L’ipnosi è uno stato di coscienza caratterizzato da uno stato mentale, che si colloca tra la veglia e il sonno, denominato trance o stato di ipnosi, che permette di influire sulle condizioni psichiche, somatiche e viscerali di una persona per mezzo di una relazione tra questa (cliente) e un’altra persona (ipnotista) o che lui stesso può crearsi attraverso l’autoipnosi.

Lo stato mentale è un equilibrio tra pensieri e senzazione, ogni stato mentale ha una sua memoria, la memoria è stato mentale dipendente, il mondo degli stati mentali è un mondo che ha bisogno di un METODO (viaggio, percorso) per poter esser avvicinato, Edgar Morin è in grado di orientarci attraverso il METODO.

In tale stato mentale si ha una riduzione delle capacità critiche, un aumento della convinzione, persuasione e suggestionabilità e una limitazione del campo di consapevolezza alle sole richieste suggerite dall’ipnotizzatore.

La persona regredisce a livelli infantili di funzionamento mentale e di comportamento, caratterizzato da fenomeni di ideoplasia e monoideismo, ossia di trasformazione in realtà soggettiva e oggettiva di quanto viene intensamente immaginato, trasformando l’idea in azione, movimento, rimanendo concentrati su una solo idea alla volta.

L’ipnosi arriva dall’antichità attraverso le pratiche magico religiose che da sempre hanno accompagnato l’uomo nella sua storia, prima fase della storia dell’ipnosi, ma è stata introdotta in Europa da Mesmer nel 1779 con una prima opera creata per spiegare meglio le operazioni da eseguire durante le cure mediche, scrivendo il saggio: Mémoire sur la découverte du magnétisme animal (Memoria sulla scoperta del magnetismo animale, 1779).

Mesmer ipotizzava di possedere un fluido magnetico e di poterlo far passare da se al proprio paziente, con lui Braid, altro medico del tempo, che propose un’interpretazione neurologica con il metodo dell’induzione verbale.

In verità erano vicinanza e contatto fisico col paziente le ragioni dell’attivazione neuro fisiologica notata nei loro pazienti dai medici.

In seguito, allo studio specifico dell’ipnosi, si dedicò dapprima Charcot, che ne distinse gli stadi (letargo, catalessi e sonnambulismo), annotando le modificazioni organiche relative al tono muscolare e ai movimenti riflessi, e in seguito anche Freud che utilizzò l’ipnosi, nella terapia dell’isteria, seguendo il metodo catartico, consistente nel far defluire o abreagire la carica emotiva, impedendo che questa potesse cercare vie anormali di sfogo attraverso la manifestazione di sintomi. Tale tecnica fu in seguito abbandonata a favore della psicoanalisi, in quanto egli pensava, erroneamente, che tale stato di semi-incoscienza dovesse essere profondo e dunque non consentisse al paziente di elaborare il proprio vissuto psichico, mentre bastava una media trance, facilmente ottenibile con ogni soggetto, per poter ottenere l’attivazione del potenziale mentale.

L’ipnosi da questa fase psicologica si è poi legata al percorso delle neuroscienze ed in particolare al lavoro di Pavlov che nel trattamento di pazienti traumatizzati, portandoli a regredire al momento del trauma, scoprì casualmente l’importanza delle emozioni nei processi di riequilibrio psichici, le emozioni permettono di cancellare ricordi e far spazio nella mente.

L’ultima fase della storia dell’ipnosi si è consumata con la nuova ipnosi e il lavoro di Milton Erickson che ne ha fissato le basi, avvicinando, con l’ipnosi naturalistica, l’idea particolare che l’ipnosi non esiste perchè tutto quanto è ipnosi.

L’evoluzione dell’ipnosi dal mio punto di vista è poi continuata appoggiandosi alle neuroscienze, e per quel che riguarda il lavoro portato avanti nella nostra scuola, l’idea di coniugare l’ipnosi col costruttivismo, precursore filosofico del lavoro delle neuroscienze, tenendo a sottolineare il lavoro del cervello come emulazione della realtà, l’attività mentale, immanente e non trascendente all’ambiente in cui si trova, è alla base di tutti i processi costruttivi del pensiero, compreso il processo di identificazione nell’identità personale.

Dr. Marzaduri Marco Roberto Maria

Psychologist & Specialist in Hypnotherapy and Counseling
Affiliate of Malta Chamber of Psychologist
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