Ipnoanalisi

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Che cosa è l'ipnoanalisi

Esistono due forme legate al trattamento dell’ipnosi: l’ipnoterapia (psicoterapia sotto ipnosi attraverso esperienze meditative e contemplative, gioco di ruolo, drammatizzazioni), e l’ipnoanalisi (percorso di analisi psicologica attraverso associazioni libere, parole chiave, analisi dei sogni, esperienze regressive e progressive).

L’ipnosi è attualmente una tecnica che viene utilizzata come strumento di ricerca sulle modalità psico-fisio-biologiche con cui si attua l’interazione mente-corpo, in particolare coniugando l’ipnosi e l’effetto placebo creando così un nuovo termine di riferimento “ipno”; ed inoltre come mezzo di intervento psicoterapico in quanto metodologia che si avvale dell’attivazione del potenziale mentale della persona, a favore dell’organizzazione del suo mondo interno (strutturando e riequilibrando il mondo inconscio del soggetto).

La base neurologica ed organica dell’ipnosi sembra risiedere a livello del sistema nervoso centrale in strutture differenziate, (parti differenti del cervello collegate fra loro da specifiche connessioni creative), nuove connessioni sinaptiche e neurormonali a formare gruppi neuronali funzionali differenti, integrati attraverso un sistema d’apprendimento facilitato dallo stato d’ipnosi e dall’abbassamento della critica.

Sono sicuramente coinvolti nel processo ipnotico la corteccia cerebrale, il sistema fronto-limbico ipotalamico, la sostanza reticolare ascendente di attivazione e i suoi nuclei specializzati pontini (in specie, il locus coeruleus).

L’ipnosi è mediata da contenuti comunicativi che sono le convinzioni, a seguire le persuasioni, fino alle suggestioni, le quali possono essere proposte dall’ipnotista o autoindotte dal soggetto.

La suggestione può essere espressa verbalmente e/o non verbalmente ed essere diretta, cioè riconosciuta dal soggetto come rivolta alla sua parte cosciente, o indiretta, come nel metodo ipnotico Ericksoniano, cioè rivolta alla sua parte inconscia e da lui non compresa.

Il monoideismo ideoplastico (ideomotorio) trasforma dunque la parola da pensata in vissuta, avviando così il processo ipnotico.

La trance ipnotica viene indotta secondo vari procedimenti, il più comune dei quali consiste nell’invitare il paziente a fissare un punto dinanzi a se, poi chiedendo di chiudere gli occhi e successivamente suggerendogli uno stato di profonda stanchezza.

Ipnoanalisi

Gli aspetti dinamici che caratterizzano l’induzione ipnotica sono di tipo regressivo:

  • la riduzione delle afferenze sensoriali, limitando il campo di consapevolezza, dal momento che in assenza di stimolazioni sensoriali la persona tende ad allucinare, creare con la mente, per mantenere la sua corteccia sotto l’influsso di una stimolazione continua (focalizzazione);
  • la limitazione del movimento, per ridurre il contatto realistico con il mondo esterno, attraverso associazioni di rilassamento, perdita di consapevolezza, sonno (implicazioni);
  • la manipolazione dell’attenzione, che trasferisce l’attenzione del soggetto sulle proprie funzioni mentali interiori (dissociazione);
  • gli stimoli ripetitivi o impositivi che esaurendo l’attenzione disponibile, la mente è in grado al massimo di tener sotto controllo 7+o- 2 informazioni contemporaneamente, producono un impoverimento ideativo (intensificazione).

Il punto di arrivo dell’induzione è rappresentato dallo stato ipnotico, che si caratterizza per una modificazione della funzione dell’Io, in cui le idee vengono sostituite da immagini visive e acustiche, e da un transfert ipnotico con l’ipnotista, in cui l’attenzione diventa selettiva e il soggetto ascolta solo la voce e i comandi dell’ipnotizzatore, assumendo toni e ruoli inconsueti come la simulazione di comportamenti di età regresse o impersonando il comportamento di altre persone.

Lo stato ipnotico può raggiungere diversi livelli di profondità, ciascuno dei quali presenta sintomi (segnali) differenti, torpore, fenomeni catalettici (blocchi) di breve durata, sonno leggero con catalessia, sonno profondo, contratture, analgesia suggestiva e discreta amnesia, obbedienza automatica con amnesia più profonda, allucinabilità positiva (il soggetto vede cose che non ci sono), sonnambulismo e amnesia completa spontanea, allucinabilità negativa (il soggetto non vede cose che ci sono) durante la trance e per l’attività favorita da messaggi post ipnotici.

Nell’uso dell’ipnosi le modalità di applicazione nell’ambito psicoterapico dell’ipnosi possono essere varie. In primo luogo, può essere indicata come tecnica di rilassamento, in quanto alcune reazioni neurofisiologiche dello stato di trance ritraggono lo stato d’ansia allontanandola.

Altro impiego è nel comportamento, con interventi destrutturanti su comportamenti negativi, ristrutturando al loro posto comportamenti più adeguati.

Ancora può essere utilizzata nell’ipnoanalisi, analizzando il materiale analitico emerso durante lo stato di trance ipnotica. In ambito clinico, l’ipnosi è utile nel trattamento di sindromi nevrotiche neurasteniche e nell’ipocondria. Può essere inoltre utile nei disturbi somatoformi e nelle varie forme di conversione somatica (paralisi isteriche, afasie, manifestazioni pseudosincopali o pseudoepilettiche, disfagie, sindromi vertiginose, turbe dell’intestino) o psichica (nevrosi isteriche, amnesie, stati crepuscolari, arresti psicomotori); inoltre, è utile nelle forme psicogene delle sindromi postraumatiche da stress, nelle sindromi ganseriformi e nella pseudodemenza.

Altri ambiti d’impiego dell’ipnosi sono le nevrosi d’ansia e fobiche, il controllo delle abitudini, obesità, alcolismo, tossicomanie, fumo.

Particolare difficoltà nel trattamento ipnotico si ha nei pazienti psicotici ed in particolare con pazienti soggetti a scompensi di tipo dissociativo ( schizofrenici).

L’anestesia ipnotica è di grande aiuto, ad esempio, negli interventi di chirurgia plastica, dove, ad esempio, l’innesto di lembi cutanei deve essere seguito da settimane di immobilità. Nel corso degli interventi si ha un vantaggio per il paziente ipnotizzato, rispetto a quello narcotizzato, perchè può facilitare il lavoro del chirurgo durante l’intervento.

Inoltre l’uso dell’ipnosi abbrevia il decorso post-operatorio, previene dolori e vomito e favorisce la cicatrizzazione. Molto utile risulta talvolta l’anestesia bilanciata, dove l’anestesia farmacologica è preceduta dall’ipnosi che ne moltiplica l’efficacia, in questi termini se ne fa uso anche in campo odontoiatrico e alle volte, per brevi interventi, in sostituzione all’anestetico stesso.

Sono stati molti, nel corso degli anni, gli interventi chirurgici praticati in stato sonnambolico (appendicectomia, erniectomia, tonsillectomia, interventi odontoiatrici, oculistici, ostetrici); al risveglio si è avuta un’amnesia completa per l’evento e un buon decorso post-operatorio.

Non sono ancora del tutto chiari i meccanismi neurofisiologici e psicologici alla base dell’analgesia ipnotica, si pensa che i procedimenti psicologici intellettivi ed emotivi abbiano la possibilità di influenzare l’equilibrio delle sinapsi dei centri nervosi dove convergono stimoli periferici sensitivi centripeti e centrali centrifughi; in tal senso, verrebbero modificate, in modo parzialmente conscio, la conduzione e la percezione del dolore mediante un’interazione continua tra eccitazione e inibizione.

Di da che con l’induzione ipnotica si ottiene un alterazione percettiva, ossia la soppressione delle componenti emotivo-affettive del dolore e la conseguente indifferenza del soggetto dovuta all’eliminazione a livello centrale dei circuiti limbo-ipotalamici coinvolti nei processi di integrazione cenestesica affettiva.

Nel controllo del dolore vi è anche un’interpretazione legata alla biochimica che prevede come il cervello in ipnosi, o durante particolari stati alternativi di coscienza, è in grado di sollecitare la produzione di endorfine, sostanze morfino-simili che neutralizzano lo stimolo doloroso.

Il lavoro e l’esperienza nel campo dell’ipnosi ci ha permesso di sviluppare nella nostra Scuola di Ipnosi Costruttivista un acronimo TIFIDIDIME che permette di fissare i punti da prendere in considerazione durante un induzione con l’Ipnosi Costruttivista, si possono generare stati di Trance Ipnotica con 4 induzioni e quattro metodologie ipnotiche differenti:

  • T terapeuta (trance)
  • I ipnotizzato (ipnosi)
  • F focalizzazione (spostamento nel tempo e nello spazio)
  • I intensificazione (aumento/diminuzione di una sensazione)
  • D dissociazione (orientamento al mondo interno inconscio)
  • I implicazione (associazione, causa effetto, se X allora Y)
  • D descrizioni usate da parte sia da parte dell’ipnotista come dell’ipnotizzato
  • I induzioni standard o pre strutturate dall’ipnotista
  • M manipolazione consapevole del soggetto di riferimento anche attraverso il contatto fisico
  • E elicitazione, fare emergere un nuovo stato mentale desiderato

Così brevemente qui di seguito tutti i passaggi dello stato di trance ipnotica con un altro acronimo di riferimento SEMOLTAFEDE:

  • SE sincronismo emotivo nella relazione col paziente/cliente
  • MO monoidea di riferimento suggerita dall’ipnotista
  • L limitazione del campo percettivo di consapevolezza per il cliente
  • T trance ipnotica ottenuta con la metodologia della pratica ipnotica scelta
  • A attivazione del potenziale mentale creativo del cliente, come conseguenza della trance indotta
  • FE fenomenologia osservabile dall’esterno, segnali della trance in corso
  • DE detrance come graduale ritorno allo stato di veglia del cliente guidato dall’ipnotista

In questi due semplici acronimi tutta la nostra attenzione all’Ipnosi Costruttivista e lo sviluppo nel tempo di un approccio pragmatico con l’ipnosi, utilizzando tutto ciò che si Ipnosi e Costruttivismo

La vita umana è un continuo susseguirai di scelte e decisioni che ci orientano e condizionano continuamente, ma con quale metro procediamo nella vita, cosa ci guida nelle nostre scelte?
Heinz von Glasersfield, studioso della comunicazione uomo-animale, e della traduzione meccanica ha sviluppato il suo modello di costruttivismo radicale secondo il quale si deve rinunciare all’ontologia. (Gregory Bateson)
Contesta l’idea che la conoscenza umana debba perseguire una rappresentazione vera ed oggettiva di un mondo già esistente “in sé” poiché per dimostrare una tale verità sarebbe necessario confrontare ogni conoscenza con quella parte della realtà che essa dovrebbe rappresentare, cosa non possibile poiché per fare questo confronto, si dovrebbe conoscere la realtà così com’era prima di passare attraverso le operazioni del soggetto osservatore, in altre parole si richiederebbe un confronto tra una cosa che si conosce ed un’altra che non è conoscibile. (Ernest von Glasersfeld)

Egli è convinto, e la nostra Scuola di Ipnosi Costruttivista con lui, che i concetti che adoperiamo per “maneggiare” il mondo della nostra esperienza, siano il risultato della nostra attività costruttiva, nel corso della quale applichiamo una selezione negativa (principio di viabilità), eliminando tutto quello che non serve o non funziona, in modo che ciò che rimane alla fine risulti adatto, adoperabile o come egli preferisce dire “viabile”, cioè percorribile.

Le scelte nella vita dunque passerebbero dal setaccio dell’utilità e della fattibilità fino a dare spazio ad una scelta utile al soggetto e percorribile, di recente un film di Woody Allen dal titolo: “Basta che funzioni” in modo spiritoso ma arguto mette in evidenza l’utilità funzionale delle nostre scelte, continuamente alla ricerca di un principio di viabilità.

La vita è un processo cognitivo: vivere significa conoscere e conoscere significa vivere. È attraverso il processo cognitivo, che nasce dall’esperienza individuale, che ogni essere vivente genera il proprio mondo, noi tutti viviamo in un Dominio cognitivo e comunichiamo attraverso il nostro Dominio linguistico, noi siamo la storia che ci raccontiamo ci suggeriscono Humberto Maturana e Francisco Varela.

L’esperienza vissuta è il punto di partenza di ogni conoscenza e l’uomo compie le proprie esperienze attraverso il proprio corpo avente struttura determinata, l’esperienza è la causa ed il mondo ne è la conseguenza.

Soggetti diversi rispondono in maniera diversa ad uno stesso stimolo e la risposta sarà determinata dal modo in cui l’osservatore è strutturato, ogni conoscenza porta con se un insieme di presupposti che non possono lasciarci neutrali, la conoscenza obbliga.

È la struttura dell’osservatore che determina come esso si comporterà e non l’informazione ricevuta.

L’informazione in sé non ha esistenza o significato se non quello che le attribuisce il sistema con cui interagisce, perciò l’informazione non può avere un’esistenza oggettiva e poiché il principio di oggettività è intrinseco al significato convenzionale del termine informazione, si conclude che non esiste l’informazione.

In tal senso è arbitrario distinguere il soggetto dalla sua vita, ogni soggetto vive attraverso una continua relazione tra se e il resto, trovando via via la strada più ” viabile ” rispetto alle sue esigenze, non potendo prescindere dalla propria struttura interna, “da come siamo fatti”.

In tal senso è arbitrario distinguere il soggetto dalla sua vita, ogni soggetto vive attraverso una continua relazione tra se e il resto, trovando via via la strada più ” viabile ” rispetto alle sue esigenze, non potendo prescindere dalla propria struttura interna, “da come siamo fatti”.

Nella terapia si assiste ad un fenomeno riorganizzativo, in particolare con l’uso dell’ipnosi il soggetto accetta di usare un approccio creativo al pensiero, le nuove esperienze conseguenti a questo approccio creativo rendono possibile una nuova relazione col mondo e la vita, cambiando sostanzialmente l’approccio cambia l’intero processo di adattamento.

Crediamo sostanzialmente che la vita venga affrontata attraverso il suo aspetto viabile, noi percepiamo, dunque riconosciamo ed utilizziamo contemporaneamente in ogni processo cognitivo.

Nel momento che la nostra mappa adattativa non ci permette di adattarci alla vita, abbiamo bisogno di un nuovo processo adattativo, un processo creativo, che ci permetta di farlo.

L’intelligenza è strettamente legata al processo creativo, l’intelligenza crea per noi una nuova realtà e la mantiene stabile, e questo vien fatto continuamente ma la nostra coscienza non controlla, o possiede, la struttura mentale, ne possiede soltanto l’usofrutto, noi non siamo i possessori del nostro cervello, noi viviamo unicamente del suo usofrutto.

Usare l’ipnosi vuol dire avanzare un processo creativo che modifica la relazione che abbiamo col mondo, vien da se che qualunque approccio nuovo, dunque creativo, va favorito in un processo di cambiamento fino a raggiungere un nuovo equilibrio.

Si perturba il sistema fino ad ottenere una nuova mappa viabile, percorribile, per il soggetto.

Qui l’essenza dell’approccio Ipnotico Costruttivista. conosce fino ad oggi di efficace nella pratica della trance ipnotica.

Dr. Marzaduri Marco Roberto Maria

Psychologist & Specialist in Hypnotherapy and Counseling
Affiliate of Malta Chamber of Psychologist
Registrazione VAT No. 2430-5614